La sintassi del verbo
I tempi dell'infinito non indicano un momento preciso, ma il rapporto con il verbo da cui dipendono.
| Rapporto | Attivo | Passivo |
|---|---|---|
| contemporaneità (presente) | laudare – lodare | laudari – essere lodato |
| anteriorità (perfetto) | laudavisse – aver lodato | laudatum, -am, -um esse – essere stato lodato |
| posteriorità (futuro) | laudaturum, -am, -um esse – che loderà | laudatum iri – che sarà lodato |
L'infinito può fare da soggetto o da complemento oggetto, come un nome neutro:
Vivere est cogitare.(Cicerone)
Vivere è pensare.
Due infiniti: soggetto e nome del predicato.
Scribere volo.
Voglio scrivere.
Con i verbi servili: possum, debeo, volo, soleo, coepi…
L'uso più importante dell'infinito, la proposizione infinitiva, è spiegato nelle proposizioni completive.
In due casi l'infinito fa da verbo principale:
Milites clamare, currere, arma rapere.
I soldati gridavano, correvano, afferravano le armi.
Infinito storico.
Te hoc fecisse!
Che tu abbia fatto una cosa simile!
Infinito esclamativo.
I verbi servili (possum, debeo, volo, soleo, coepi, audeo, cupio) reggono l'infinito semplice, come in italiano. In poesia l'infinito può indicare anche lo scopo dopo i verbi di movimento: venit videre = venne a vedere.
Scegli la risposta giusta: vedrai subito se è corretta e perché.
1.Quale infinito esprime anteriorità?
2.laudatum iri è…
3.Milites clamare, currere (in un racconto): come si traducono gli infiniti?
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